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"Nel cuore geografico del Valdobbiadene DOCG la famiglia Ballianei coltiva la vite e produce bollicine da più di quattro generazioni"

"Nel cuore geografico del Valdobbiadene DOCG la famiglia Ballianei coltiva la vite e produce bollicine da più di quattro generazioni"

La nostra storia

Nel cuore geografico del territorio di Valdobbiadene – Conegliano DOCG, la famiglia Ballianei coltiva la vite e produce bollicine da più di quattro generazioni.

Nel 1966 Balliana Antonio divenne proprietario di alcuni vigneti di famiglia e fondò l’omonima azienda agricola ad indirizzo produttivo promiscuo tra vino – latte – salumi e cereali; negli anni poi, grazie all’aiuto della moglie Irma e dei figli Luciano e Pierluigi, vennero acquisite nuove vigne e vi fu una progressiva specializzazione verso la produzione di vini spumanti.

Oggi Luciano, assieme alla moglie Stefania conduce l’azienda, coltivando circa un ettaro di bosco, quattro ettari di seminativi e circa cinque Ha di vigne in alcuni dei posti più ripidi e vocati dell’intera denominazione dove la viticoltura viene definita eroica, aiutati dai figli Angela e Mirco.

La parte Enologica viene seguita dall’enologo Mirco, che diplomatosi all’istituto G.B. Cerletti di Conegliano nel 2015, ha conseguito la laurea in scienze viticole ed enologiche presso l’università di Padova nel 2018, con un tirocinio formativo in California. Grazie all’impegno ed alla dedizione verso il proprio lavoro entra a far parte della storica Confraternita di Valdobbiadene come membro più giovane nel 2019 e viene insignito del titolo di “Cavaliere di Valdobbiadene”

Il nostro territorio

L’area di Valdobbiadene – Conegliano si estende su un territorio collinare situato a 50 km da Venezia e circa 100 dalle Dolomiti. La viticoltura qui ha origini antichissime ma la prima citazione scritta che lega il Prosecco a questo territorio risale al 1772. Sin dall’introduzione della DOC, nel 1969, l’area storica di produzione è rimasta circoscritta a 15 comuni. Due di questi le danno il nome: Conegliano e Valdobbiadene, l’una la capitale culturale e l’altra cuore produttivo.

La posizione tra il mare e le Prealpi assicura un clima temperato con una media annua di 12.3°C ed una costante ventilazione, che permette alle uve di asciugarsi rapidamente dopo le piogge. L’area è caratterizzata da frequenti acquazzoni estivi, con una piovosità media 1250 mm.

Le colline si estendono da est a ovest, quindi hanno un versante esposto a sud, dove i vigneti godono della migliore esposizione solare, e un versante a nord, solitamente occupato da boschi. L’altitudine varia da 100 a 500 m e garantisce l’escursione termica facendo sì che si sviluppino gli aromi.

I suoli del Valdobbiadene – Conegliano hanno un’origine molto antica, che risale al sollevamento dei fondali marini e lacustri. Una parte delle colline è stata rimodellata dai ghiacciai delle Dolomiti, che hanno portato a valle vari sedimenti. I suoli che ne derivano sono profondi, costituiti da conglomerati di roccia e sabbia con molta argilla e talvolta ferro. Dove il ghiacciaio non ha agito, si sono mantenuti suoli di origine marina, composti di marne e arenarie, meno profondi e più filtranti. Ciò determina una coesistenza di molti tipi di terreni diversi ma anche una conformazione delle colline, ora più dolci, ora più ripide. Tutte le combinazioni di pendenza, esposizione e suoli rendono ogni microzona diversa.

La nostra Viticoltura

Il territorio del Valdobbiadene – Conegliano è un territorio meraviglioso, ricamato dall’uomo attraverso la viticoltura nel tempo. Nel 2019, a coronamento di un lungo percorso è divenuto patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO per diversi motivi che lo rendono unico al mondo.

Innanzitutto, il tipo di viticoltura, che viene definita eroica per le ingenti ore di duro lavoro manuale che in un’annata si vedono necessarie, perché i vigneti più impervi sono inaccessibili alle trattrici. Si parla in certi casi di più di mille ore per ettaro di vigna dalla potatura alla raccolta.

La vite viene coltivata su ciglione inerbito, privo di murettatura a secco, che è divenuto simbolo identificativo della viticoltura in quest’area collinare.

È stato definito un “paesaggio a mosaico”, dove le vigne si alternano a boschi, che sono presenti in percentuale superiore al 30%.

Nello specifico, la nostra azienda può vantare alcune tra le vigne più storiche poste ad altitudine più elevata dell’intera denominazione, in Col San Martino. In alcuni punti si superano i 400 m s.l.m.

Al loro interno sono ancora presenti moltissime viti che superano i 50 anni d’età ed alcune che raggiungono i 100, le quali costituiscono un patrimonio di biodiversità unico e che soprattutto abbiamo deciso di non perdere. Abbiamo cominciato infatti, alcuni programmi di propagazione da selezione massale, per ottenere le barbatelle per i rimpiazzi con le gemme delle nostre vecchie viti.

A testimonianza di una biodiversità unica, dalle radici ben profonde nel nostro passato, continuiamo a custodire nelle vecchie vigne disetanee anche antiche varietà autoctone di Bianchetta, Perera e Verdiso che sono tipiche della nostra zona e che da sempre concorrono ad arricchire in complessità i nostri vini spumanti.

A dimostrazione del nostro impegno, verso la sostenibilità ambientale, la nostra azienda ha deciso da più di dieci anni di abbandonare il diserbo chimico sotto fila e l’erba viene sfalciata completamente a mano. 

Per quanto concerne il resto della nostra filosofia produttiva, ci piace affermare che il nostro “modus operandi” segue l’ottica di una viti-vinicoltura ragionata. Utilizziamo non casualmente la parola “ragionata”, perché nel nostro contesto significa avvalersi del miglior modo efficace e possibile, per combattere le numerose patologie che si vedono protagoniste durante l’arco di una stagione per ottenere delle uve sane, che richiedano di conseguenza minimi interventi anche in cantina. Le scelte avvengono conciliando la pluridecennale esperienza sul campo viticolo, alla preparazione e conoscenza dei nostri tecnici sempre aggiornati. Il tutto parte però e viene agevolato a monte, dalla naturale vocazionalità delle nostre vigne storiche ben esposte al sole, ad altitudini variabili dai 250 a più di 400 m s.l.m. ed in zone sempre ben ventilate, che si asciugano in poco tempo dopo le piogge. Ci sono volute quattro generazioni a creare questo particolare micro-ecosistema aziendale che ci ha resi custodi di un territorio; abitiamo le nostre vigne e ci lavoriamo in prima persona. Siamo Veramente innamorati del nostro territorio e ci interessa mantenerne la sua salubrità, per questo ci teniamo ben distanti da qualsiasi specifica filosofia produttiva che farebbe venir meno la nostra libertà di poter mettere in campo l’esperienza, la competenza e la conoscenza delle specifiche situazioni della nostra meravigliosa area di produzione.

LA NOSTRA CANTINA

Nel 1966 Antonio costruì l’attuale struttura dove ci troviamo attualmente, fondando la propria azienda a seguito della divisione di quella storica di famiglia. Nel tempo il figlio Luciano l’ha di poco ampliata a seguito dell’acquisizione di nuove vigne e della progressiva specializzazione del nostro orientamento produttivo verso la vitivinicoltura, abbandonando l’allevamento e la produzione di latte.

Fin dalle nostre origini, ci consideriamo prima viticoltori e solo conseguentemente vinificatori – imbottigliatori, perché per noi, l’ottenimento di un’eccelsa materia prima da poter portare in cantina, è di fondamentale importanza.

Quando si è riusciti in questo, tutto poi si limita alla corretta scelta del momento ottimale per poter far sì che si limitino al massimo gli interventi in cantina.

Tutto comincia nella scelta del momento opportuno per la vendemmia, che per noi è interamente manuale, per ottenere un frutto più completo possibile e ricco in precursori aromatici che diverranno poi successivamente i gusti e profumi dei nostri vini.

La spremitura è soffice, per lavorare solo la parte più nobile dell’acino ed il mosto, grazie alla cantina disposta su due livelli, scende nelle vasche di prima raccolta semplicemente grazie alla forza di gravità.

Il controllo della temperatura è assicurato da qui in avanti in tutte le successive operazioni grazie a delle intercapedini a fluido refrigerante.

Il mattino seguente, a seguito dell’illimpidimento dei dei mosti avviene la svinatura e successivamente parte la fermentazione alcolica, durante la quale i mosti-vini vengono maniacalmente assaggiati per tenere sotto controllo il corretto andamento. 

Conclusa la fermentazione alcolica i nostri vini base vengono sottoposti a 2-3 travasi che servono a rimuovere la feccia più grossolana ed a rimettere in sospensione quella fine, che accompagnerà l’arricchimento e la stabilizzazione dei nostri vini durante tutto l’inverno. Le temperature vengono progressivamente abbassate e viene aggiunta una piccola quantità di solfiti per consentire una corretta conservazione del prodotto preservandolo dall’ossidazione e da fermentazioni batteriche indesiderate.

In primavera a seguito degli assaggi da parte di Luciano e Mirco vengono costituiti gli assemblaggi e si procede con la presa di spuma, che per noi prosegue a due vie: sia in via tradizionale, per la nostra tiratura limitata di Sui Lieviti – Brut Nature da singolo vigneto, sia mediante il metodo Martinotti con l’utilizzo dell’autoclave.

Abbiamo volutamente mantenuto per la vinificazione le prime vasche in cemento acquistate da Antonio, opportunamente restaurate, abbinate nei successivi ampliamenti alle moderne vasche in acciaio che si vedono protagoniste in particolari momenti dell’anno a seconda delle necessità. Il cemento è protagonista di microssigenazioni ed evoluzioni maggiori per contatto con la feccia, grazie alla maggior rapporto superficie di base – altezza a parità di volume, oltre che a garantire una buona inerzia termica grazie allo spessore del materiale. L’acciaio, di recipienti più grandi invece, si rende partecipe durante la fase di creazione degli assemblaggi oppure per la conservazione dei vini base che vengono spumantizzati per ultimi.

Vocazionalità dell’area di origine delle uve, assecondamento dei giusti momenti e competenza per saperli cogliere, fanno sì che si riesca a portare storia, cultura e prodotti di un territorio nel calice, per poterli assaporare nei nostri momenti più celebrativi e suscitare emozioni.

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